fbpx

Vertical Farming Education - Let's grow the future

SHORTLIST

Cosa facciamo?

«Nulla mai si genera dal nulla», scriveva Lucrezio.
Eppure è difficile vedere cosa si nasconde dietro un alimento: si va al supermercato e, puf, magia, i cibi sono lì, a portata di carrello.
In Italia consumiamo 6300 litri d’acqua pro capite al giorno (WWF, 2014): seimilatrecento. Se fossero bottiglie impilate, formerebbero un muro largo 1 e alto 130 metri, più del Battistero e del Campanile del Duomo uno sopra l’altro!
Come è possibile? Una bistecca equivale a 4500 litri, un hamburger a 2400 e così via. L’89% della nostra impronta idrica dipende da quello che mettiamo sotto i denti (Hoeskstra, 2015).
La nostra idea cerca di colmare, almeno in parte, questo divario di consapevolezza, fornendo ai docenti di scuole primarie e secondarie di primo grado gli strumenti per realizzare un progetto educativo incentrato sull’impronta idrica degli alimenti.
Un laboratorio pratico e teorico basato sulla metodologia induttiva e sul learning by doing: una didattica esperienziale, che sappia stimolare domande d’indagine più che fornire risposte (IBSE, 2019).
La parte pratica sarà garantita dall’installazione di una Vertical Farm, sistema idroponico indoor, che permetterà agli alunni di coltivare lattuga, dalla semina al raccolto, monitorandone con attenzione il consumo idrico. Gli studenti torneranno quindi a essere protagonisti consapevoli del processo agricolo, entrando al tempo stesso in contatto con una nuova tecnica di coltivazione.
La parte didattica sarà suddivisa in cinque Unità di Apprendimento, articolate sui principi della psicodidattica gestaltica (globalità > analisi > sintesi > riflessione); Germinazione, Vertical Farming, Water Footprint, Dieta Consapevole e Best Practices i temi trattati.
Nelle quattro settimane di laboratorio il nostro ruolo sarà quello di accompagnare, e non sostituire, gli insegnanti garantendo la presenza durante l’UdA sul Vertical Farming, nonché nei momenti di installazione-smontaggio e nell’Uda conclusiva per la consegna dei diplomi di “Vertical Farmer Consapevole”.
L’obiettivo è creare un laboratorio replicabile ed esportabile sul territorio che aumenti la consapevolezza sul Water Footprint, stimolando l’adozione di una dieta sana e sostenibile (doppia piramide alimentare/ambientale, BCFN, 2015).

Chi siamo?

«Guardate questo link.»
«Che cos’è?»
«È il bando che fa al caso nostro!»
Alessandro: 29 anni, lavoratore a Parma.
Guido: 33 anni, residente a Parma.
Lorenzo: 30 anni, residente a Parma.

Siamo tre ragazzi, tre amici animati dal desiderio di dare un contributo concreto alla costruzione di un futuro sostenibile, per noi e per la nostra comunità.
Dal connubio tra l’esperienza nel Vertical Farming di Guido e Lorenzo, da tre anni promotori di questo modo innovativo e sostenibile di fare agricoltura, e le competenze psico-pedagogiche di Alessandro, laureato in psicologia attivo nel sociale, è nato il progetto educativo Vertical Farming Education.
Siamo onesti, per noi sarà difficile trovare un bando migliore di Think Big: da una parte Fondazione Cariparma che promuove progetti locali sullo sviluppo sostenibile, esattamente il nostro ambito d’intervento, e dall’altra LUdE, associazione attiva in ambito educativo che può accompagnarci nello sviluppo del materiale didattico.

Contatti: Guido Medici guido@vfeducation.com

Perchè lo facciamo?

Il Water Footprint, o impronta idrica, (Hoekstra, 2003) è un indicatore del volume totale di risorse idriche necessarie per realizzare un bene, considerando tutti i suoi processi produttivi.
Tenendo conto che il 70% del consumo idrico è legato al settore agricolo (FAO, 2013) e che solo lo 0,03% dell’acqua presente sulla Terra è dolce e facilmente accessibile all’uomo (USGS, 2020), è evidente come la consapevolezza del Water Footprint degli alimenti rappresenti un punto cruciale nella lotta per la sostenibilità ambientale.
Nonostante ciò, la padronanza di questa delicata tematica risulta scarsa, se non insufficiente, come dimostrano le risposte al questionario da noi sottoposto a 102 alunni delle scuole primarie e secondarie di Parma: il 96% degli intervistati ha sottostimato di 20 volte il proprio consumo idrico e meno del 10% ha saputo definire il termine Water Footprint (v. Questionario Esplorativo).
La motivazione è da ricercare, tra le altre cose, nella difficoltà da parte dei docenti di dotarsi di strumenti idonei alla didattica sul Water Footprint, come ci hanno confermato loro stessi all’interno di diverse interviste telefoniche.
Problematicità recepita anche da parte dei Dirigenti Scolastici contattati che infatti si sono dimostrati felici di firmare una lettera di intenti per la realizzazione del nostro laboratorio (v. Lettere di Intenti).
Vertical Farming Education punta quindi a soddisfare un duplice e concatenato bisogno: quello degli studenti che necessitano di maggiore consapevolezza circa l’impronta idrica degli alimenti per poter adottare una dieta più consapevole, e quello del personale scolastico che richiede strumenti adeguati per sopperire alle mancanze del materiale didattico tradizionale.

Cosa ci aspettiamo?

Se anche un solo alunno partecipante al nostro laboratorio prendesse l’abitudine di mangiare carne rossa una volta in meno a settimana si risparmierebbero duecentomila litri d’acqua all’anno.
E se lo facessero tutti e cinquecento?
Ma al di là dei numeri, il nostro obiettivo è formare dei cittadini più attenti alle abitudini alimentari, più pronti ad affrontare i cambiamenti climatici, più consapevoli dell’importanza di ogni loro scelta.
Una sfida tutt’altro che facile anche da un punto di vista psicologico, in quanto: “abbiamo dei bias, ovvero delle distorsioni cognitive, che ci fanno considerare il cambiamento climatico come un problema astratto e lontano” (Università di Padova, 2018).
Tramite il nostro laboratorio speriamo di capovolgere questo paradigma, facendo passare il messaggio che ognuno di noi deve fare la sua parte e che anche una semplice modifica della dieta può migliorare la salute della Terra, oltre che la nostra.
Per farlo abbiamo puntato sull’innovazione creando un laboratorio che combina il metodo di coltivazione attualmente più tecnologico e sostenibile, il Vertical Farming, con il modello educativo considerato dall’Unione Europea come apice della ricerca, l’Inquiry Based Science Education (IBSE).
Anche la verifica dei risultati del progetto seguirà un approccio scientifico, grazie a un’analisi statistica dei questionari pre-post riguardanti l’aumento di consapevolezza e dei follow-up relativi alle eventuali migliorie nella dieta degli alunni coinvolti.
In conclusione, speriamo che Vertical Farming Education possa trasformarsi in un contributo concreto, e costante, alla lotta per la salvaguardia dell’ambiente, tematica imprescindibile per la salute della nostra Comunità.
Riteniamo, infatti, che la sensibilizzazione nelle scuole rappresenti la strategia migliore per fornire ai consumatori e produttori del domani quelle “lenti ecologiche” indispensabili per vedere con nitidezza il futuro che li attende.

Quanto ci serve da ThinkBig? EUR 41.500,00

Al BalcÓn

All’uscio

B.R.A.C.I.

Cantieri Culturali

Ci sono anch’io

Cinema & Gestalt

Compety

Distopie

Drinkit

Entra in gioco!

EquaMente

Excurious Path

Fatto a Parma

Fleople.com

Fuori dal Coro

Guide Junior

Gustiamoci!

Human Books

Idee in LUP

Il Fontanone

ImproveOltretorrente

ImPRoving our city

In strada caduti in strada rinati

Insure Space

L’astronave di Babu

Langhirano – la Città del Vino

Leggende e sentieri d’Appennino

Logos P.E.C.

Luoghi in Comune, generazioni connesse

Monte Fuji

MU.DI.CO.

Officina “Cre-arti”

Panchina Post Pandemica

Panes – Mixing Cultures

Parma Positiva

Parma Street Art Festival

Parma Tales

Persona

Pianta.me

Profashion

Quartieri d’arte

Radici Ibride

Residenza d’Artista

Sliding Doors

Social Circus

Society

Storie di Coraggio

Storie fatte in casa

Tango terapia di gruppo

TANGRAM

Teatro Migrante

Torniamo al NOI

Trame (tra me e te)

Tutto per un corno

Ventie20

Vertical Farming Education

vie di pASSAGGIO

With Me

WorkAround