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Luoghi in Comune, generazioni connesse

Cosa facciamo?

Attraverso una ricerca di stampo qualitativo desideriamo curare e conservare preziose testimonianze culturali di memoria storica, memorie della nostra stessa comunità. Non intendiamo lasciar svanire nell’oblio ricordi, voci, visi, timbri vocali, esperienze di vita passata.
Cosa faremo? Con un team di professionisti attiveremo dialoghi con persone anziane, entreremo con delicatezza nella loro storia personale, storia che, troppo spesso, non viene più accolta da nessuno.
Come scriveva Anna Harendt in Vita activa per poter definire un individuo, oppure un gruppo collettivo, non possiamo limitarci ad una semplice descrizione, ma dobbiamo ricorre ad una narrazione, la narrazione della nostra propria storia. Gli anziani raccolgono la nostra identità, le nostre radici, la storia di un territorio che abitiamo spesso superficialmente, mancanti di reale spirito d’appartenenza.
La superficialità non ci piace, l’indifferenza non ci piace, la mancanza di costruttiva curiosità non ci piace.. il non ricordare non ci piace.
Ben lontani dal voler mercificare il concetto di memoria, come predetto già da Benjamin, desideriamo restituire agli anziani una vicinanza inter-generazionale sia da un punto di vista umano che concreto testimoniando questa ricerca attraverso sia la forma video-documentaristica, che la pubblicazione editoriale, mediante focus-group e laboratori con scuole primarie e secondarie, nonché mediante tante ore di ascolto diretto e conversazione, punto nevralgico da cui si dipanerà l’intera ricerca.
Il progetto si concluderà con una mostra durante Parma 2021 e con l’installazione di totem fissi nei luoghi di memoria che saranno emersi dalla ricerca, panelli che permetteranno, attraverso l’accessibilità digitale dei contenuti, di ascoltare attori che narreranno (in en., fr., ita. e parmigiano) ciò che ha evocato quel particolare luogo nei ricordi della Parma nel ‘900 da parte di uno dei suoi tanti protagonisti. Un luogo, proprio come gli anziani, può parlare ad intere comunità e aggregazioni sociali, così come può sollecitare coscienze o curiosità individuali, ma anche dimenticanza, abbandono, oblio.
Le memorie comuni definiscono appartenenze che ci permettono di costruire e descrivere la nostra identità (G. Jervis, 1997); noi siamo pronti ad ascoltare questo patrimonio ereditario…e voi?

Chi siamo?

Amici, menti dalle professionalità differenti, uniti dallo stesso bisogno: la necessità di preservare memoria di ciò che non abbiamo potuto sperimentare, vivere, imparare.
Arianna: docente dall’impronta umanistica, a metà tra topo da biblioteca e viaggiatrice indipendente. Non si arrende all’idea che tutto debba essere consumato senza spirito critico all’insegna di un’opulenza che ricorda la città di Leonia, nella quale “il compito di rimuovere i resti dell’esistenza di ieri è circondato da un rispetto silenzioso, come un rito che ispira devozione, perché una volta buttata via la roba nessuno vuole più averci da pensare”(Calv.)
Andrea: occhi vispi che vedono, ascoltano e registrano, cogliendo importanti particolari che rimangono impressi nel pubblico..un film-maker con i fiocchi!
Caterina: una mente forte, dinamica che ha fatto della comunicazione la sua professione. Appassionata di web e dinamiche sociali, ha trovato nei social il terreno per inventare strategie comunicative inclusive ed efficaci.
Pietro: spirito creativo che riesce a captare desideri del gruppo e renderli in forma grafica, come se ci leggesse chiaramente nella mente, un professionista.

Contatti: Arianna Ravanetti ariannaravanetti@gmail.com

Perchè lo facciamo?

Con i cambiamenti di cui i nostri anziani sono testimoni i ricordi divengono patrimonio d’interesse comune e, se preservati e curati con consapevolezza e responsabilità, possono considerarsi beni culturali d’approccio storico. È necessario restituire dignità e valore alle persone che hanno vissuto mutamenti radicali e di cui sono preziosi testimoni diretti. Parallelamente, attraverso lo svilupparsi del progetto, gli anziani si sentiranno nuovamente presi in considerazione come cittadini attivi, chiave d’interesse vivo per la città, spogliandosi della veste di chi necessita solamente assistenza. Tocchiamo bisogni che interessano quindi, in maniera complementare, le generazioni dei nostri nonni, che fungono da protagonisti, la nostra, che si fa portavoce dei loro ricordi, quella dei nostri genitori, che accoglierà le memoria delle loro madri e padri nonché la generazione dei nostri nipoti e figli, con i quali svilupperemo laboratori scolastici ad hoc, affinchè la memoria personale possa diventare oggetto d’attenzione e riflessione tangibile…un bisogno, insomma, della comunità nella sua interezza per non cessare di coltivare le proprie attempate radici nel momento in cui queste sentono maggiormente il bisogno di vicinanza e considerazione.
Narrazioni di atmosfere passate, ma di una medesima città.
Desideriamo mettere un piccolo mattone per iniziare a colmare la falla valoriale che si è creata con il distaccamento generazionale in un’epoca in cui, attraverso il consumo indistinto, vorace e ossessivo, anche la memoria di chi ha vissuto la storia sembra essere irrisoria e facilmente sostituibile.

Cosa ci aspettiamo?

-Riconnessione con luoghi della città: luoghi non solo portatori di contenuti prettamente storico-didattici, ma anche umanamente evocativi di sentimenti, spinti da narrazioni senza tempo che connettono le generazioni producendo dialoghi extratemporali. Questi sono resi possibili grazie a strumenti digitali e social che vivranno a fianco del progetto per tutto il suo iter. Le persone intervistate ci racconteranno STORIE, che a loro volta evocheranno LUOGHI e PAROLE CHIAVE. Attraverso questa commistione d’immagini e significati andremo a creare delle grafiche, veri e propri contenuti dei post che animeranno la pagina e i profili cercando di coinvolgere l’utente in una narrazione senza tempo che accomuna l’intera comunità nelle sue diverse generazioni.
– Partecipazione spontanea all’ascolto di narrazioni e memorie del passato durante un momento di svago come può essere la passeggiata. Interesse attivato dalla curiosità di calpestare un luogo già vissuto da altri..da chi? In quali anni? Con quale sguardo? Impatto estetico-visivo dei totem fondamentale.
– Protagonismo della fascia considerata debole, che diviene attore principale e veicolo di trasmissione di memoria culturale (momenti di ascolto individuale, confronto in focus-group, relazione con bambini e ragazzi attraverso i risultati dei laboratori scolastici→produzione di domande, disegni, racconti, ricordi, che porteremo con noi durante le conversazioni individuali.)
– Ribaltamento del concetto di assistenza a cui quotidianamente sono associati gli anziani: noi giovani veniamo assistiti da loro per non perdere tracce importanti della nostra comunità e dei luoghi che attraversiamo quotidianamente; in questo siamo noi, generazioni postume, ad aver bisogno di sostegno.
– Possibilità per noi giovani (e non solo) di ri-attivare un dialogo realmente costruttivo da un punto di vista identitario e umano.

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