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With Me – Liberi e sicuri

With Me

Cosa facciamo?

Quante volte ci siamo trovati in spiaggia e abbiamo perso di vista il nostro bambino? Così come non è raro che un anziano affetto da Alzheimer, sia uscito per comprare il giornale e abbia smarrito la via del ritorno, restando senza punti di riferimento. Spesso abbiamo necessità di poterci rilassare ma abbiamo paura di perdere di vista, per distrazione, i propri figli o genitori anziani, in maniera ancor più particolare se si tratta di persone affette da disabilità o malattie in stadi problematici.
Data l’imprevedibilità di queste situazioni, riteniamo vi sia l’esigenza di poter supervisionare le persone più vulnerabili, per poter evitare che incorrano in situazioni di pericolo e mettano a rischio la propria sicurezza, senza tuttavia metterle a disagio. Per questo abbiamo pensato di rendere questo controllo poco invasivo e vistoso, coniugando la necessità di libertà a quella di vigilanza.
Inoltre, l’applicazione di tecnologie innovative nell’ambito della salute è più che mai “hot topic” degli ultimi mesi. In particolare, la prevenzione e il monitoraggio continuo sono due concetti che durante la pandemia di coronavirus hanno acquisito sensibilità da parte di tutti. Ad esempio, parametri importanti come la saturazione di ossigeno nel sangue, se correttamente monitorati, durante l’infezione virale, possono prevenire a certi pazienti la terapia intensiva tramite un ricovero preventivo.
Per questi motivi, vogliamo creare un dispositivo integrabile a capi di intimo, costumi da bagno o altri indumenti, che abbia una doppia funzionalità.
Da un lato, una funzionalità GPS, che emetta segnali di allerta tramite una app ogniqualvolta il soggetto superi una certa distanza. Dall’altro lato, una funzionalità di monitoraggio della salute dell’individuo a 360 gradi, mediante l’installazione di una batteria di sensori nel device che, tramite algoritmi di machine learning, interagiscano con l’app e possano fornire prevenzione e sicurezza all’individuo.
L’obiettivo è quello di fornire uno strumento che venga indossato abitualmente e naturalmente da qualsiasi persona necessiti di maggiore libertà ed emancipazione, pur consentendo ai propri tutori di esercitare una supervisione per il suo bene e per la salvaguardia della sua incolumità. E l’intimo, al contrario di device già in commercio, come braccialetti, telefoni o orologi, viene indossato quotidianamente e difficilmente abbandonato, consentendo di rintracciare la persona anche nei momenti di bisogno più imprevedibili.

Chi siamo?

Siamo amici residenti nella provincia di Parma:
Luca Kubin – Ingegnere informatico e delle telecomunicazioni. Appassionato di machine learning e ricerca operativa (https://it.linkedin.com/in/luca-kubin-0892a2160);
Rocco Zerlotti – Chimico Biomolecolare appassionato di dinamica molecolare nel campo delle proteine (https://www.linkedin.com/in/rocco-zerlotti-6861ab104);
Samuel Bertinelli: Laureato in Economia e Scienze Diplomatiche, attualmente impiegato nel settore bancario. Volontario attivo in servizi di pubblica assistenza e di sostegno a ragazzi affetti da disabilità. (https://www.linkedin.com/in/samuel-bertinelli-51505a163/).
Think Big rappresenta per noi un’occasione per dare uno slancio alla nostra città nel mondo dell’innovazione tecnologica, riuscendo al contempo ad avere un impatto sociale sulla comunità, in modo particolare nell’emancipazione delle fasce di persone più vulnerabili.
Il solido background tecnico di Luca e Rocco, le skills gestionali di Samuel, uniti alla nostra determinazione ed esperienza sul campo del volontariato, pensiamo siano la giusta chiave per il decollo e la riuscita del nostro progetto.

Contatti: Samuel Bertinelli samuel.bertinelli@gmail.com

Perchè lo facciamo?

Durante nostra esperienza nel mondo del volontariato, ci siamo interfacciati sempre di più con il problema di famiglie che gestiscono anziani con problemi di demenza senile, Alzheimer o altre malattie degenerative. Solitamente i figli trovano grande difficoltà nel togliere certe libertà al genitore, comunque cosciente, per paura che si trovi in situazioni di potenziale pericolo per la sua incolumità; un bisogno simile nasce anche nelle famiglie di ragazzi disabili. Analoghi bisogni sono emersi anche dal confronto con genitori che spesso si lamentano di momenti di relax trasformate in situazioni stressanti a causa dell’ansia per il controllo del bambino.
I fattori comuni di questi bisogni sono essenzialmente due: concedere maggiore libertà e al contempo tenere alto il livello di sicurezza di queste persone.
Oltretutto nell’ultimo periodo, l’aumento del numero di morti per infarti, data la difficoltà dei pazienti ad entrare in strutture ospedaliere e la difficile salvaguardia della salute di categorie più deboli, portano alla ricerca di nuovi dispositivi che, facendo leva sugli ultimi avanzamenti della tecnologia, possano ausiliare il monitoraggio e la prevenzione di patologie silenti con possibili complicazioni anche fatali.
Quindi, le motivazioni che ci portano a voler realizzare questa idea sono presto comprensibili: vorremmo rendere le loro vite più sicure e le nostre più libere da ansie e paure. Crediamo che monitorare la salute e controllare, nel rispetto della privacy, la sicurezza di queste persone possa contribuire rendere la società un posto migliore in cui vivere, per loro e per i loro cari.
Salvaguardando gli altri salvaguardiamo noi stessi.

Cosa ci aspettiamo?

Gli attuali strumenti che possiamo definire competitors, sono braccialetti con GPS integrati, smartphone e smartwatch. Tutti oggetti che possono essere dimenticati. Al contrario, il nostro progetto vuole creare un nuovo concept di supervisione che sia pratico, comodo, non invasivo, e che accompagni sempre la persona, in ogni situazione e circostanza.
Ci proponiamo di sviluppare un prototipo funzionale di GPS collegato ad un’app, sviluppata da noi, che funga simultaneamente da strumento di monitoraggio della salute, oltre che di controllo della posizione, cercando di renderlo a tutti gli effetti un dispositivo in grado migliorare la vita delle persone che sono emarginate o eccessivamente controllate, a causa dei loro problemi.
Nel dettaglio, tra i sensori coinvolti si annoverano:
– Saturimetro in grado di misurare la saturazione di ossigeno nel sangue e la frequenza del battito cardiaco (aiutando nella prevenzione di infarti e collassi polmonari).
– Sensore di analisi del sudore (in grado di fare un’analisi chimica in tempo reale delle sostanze presenti nel sudore, fornendo indici di stanchezza e di disidratazione nonché campanelli di allarme per altre patologie come tumori)
– Sensore per la misurazione della pressione sanguigna (in grado di avvertire in presenza di sbalzi di pressione, campanello di allarme per ischemie e ictus)
– Sensore GPS (per localizzare il dispositivo in tempo reale e con accuratezza di qualche metro).
– Termometro (per misurare la temperatura dell’individuo).
Inoltre il dispositivo viene dotato di antenna, ricevitore/trasmettitore sulle frequenze della telefonia mobile in modo da permettere la connessione nel cloud. La comunicazione con altri dispositivi in caso estremo consentirebbe di avvertire il pronto soccorso (quindi riducendo le morti causate da infarti di persone anziane e solo nella loro abitazione). Con l’avvento di tecnologie IoT (internet of things) sarà pure possibile spostare computazioni massive su dispositivi connessi nel cloud, in modo da mantenere il dispositivo snello, leggero e con un bassissimo dispendio energetico (alta vita della batteria).
Il dispositivo che proponiamo ha le seguenti proprietà aggiuntive:
– Scomponibilità: solo parte dei sensori può essere inclusa all’interno del dispositivo
– Ergonomicità: in base ai requisiti (cioè il numero di sensori richiesti) il dispositivo può essere nascosto in diversi indumenti.

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