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ImproveOltretorrente

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ImproveOltretorrente

Cosa facciamo?

ImproveOltretorrente si propone come un processo, non solo come progetto, di rigenerazione urbana che vuole affiancarsi a programmi di riqualificazione già in corso nella nostra città. In particolare, riteniamo che la nostra azione debba focalizzarsi nell’Oltretorrente, un quartiere che ha vissuto, e tuttora vive, storie di resistenza.
Il progetto/processo che proponiamo, si attua sulla base della pratica partecipativa del Photovoice: un’attività di produzione di conoscenza che, grazie alla fotografia, permetterebbe ai partecipanti di evidenziare aspetti positivi e negativi della propria vita di quartiere; e consentirebbe di esplicitare agli occhi di tutta la collettività, punti di vista spesso inaccessibili a chi è estraneo a quel contesto. Inoltre, verrebbero implementate riflessioni riguardo a tematiche storico-culturali, economiche e d’istruzione, aspetti che riteniamo necessari per accendere il motore dell’innovazione sociale ed economica.
Quando i luoghi assumono connotazioni negative, non basta riqualificare gli spazi per cambiare i significati; per farlo è necessario agire su due aspetti importanti: la creazione di nuove narrazioni e la capacità di poter agire da parte di chi, quotidianamente, dispone di quegli spazi.
La narrazione è alla base di qualsiasi processo umano ma, per modificare la percezione di un luogo e il modo in cui lo si vive, non si può prescindere dal modificare anche la narrazione stessa. Tuttavia, il racconto non è sufficiente a rigenerare una comunità: servono le azioni, che nel concreto forniscono alla collettività gli strumenti e le conoscenze per poter agire e comprendere la contemporaneità. Alla fine di questo percorso, proprio grazie a questo doppio binario di lavoro, capace di combinare narrazione e azione, l’aspettativa è quella di portare un empowerment nella comunità ed evidenziare, anche agli occhi dei “policy maker”, possibili strade di intervento, volte a risolvere le criticità e a valorizzare i punti di forza emersi.

Chi siamo?

Domenico Buttafoco, 29 anni, Psicologo. Ha esperienza di ricerca e intervento psicosociale e consulenza educativa. È stato affidatario minorile per il Comune di Torino.
Pietro Rastelli, 27 anni, dottorando presso la Scuola di Dottorato in Ingegneria Civile e Architettura – Unipr. Ha accompagnato i propri studi frequentando associazioni cittadine con cui ha organizzato diverse iniziative di interesse pubblico.
Francesco Francesconi, 28 anni, dottore magistrale in Storia dell’Arte e collaboratore per Gazzetta di Parma. Gestisce didattica, visite guidate, progettazione e ricerca museale e culturale.
Siamo un gruppo con competenze eterogenee, che crede fortemente nella centralità dei bisogni e delle aspirazioni individuali e collettive, al fine di creare una cittadinanza attiva e capace di proiettarsi consapevolmente verso le sfide future. Perciò, pensiamo che le finalità di uguaglianza ed inclusione sviluppate all’interno del progetto, concordino con i valori promotori alla base del bando.

Contatti: Domenico Buttafoco domenicobuttafoco@gmail.com

Perchè lo facciamo?

Nel quartiere Oltretorrente abbiamo individuato dei bisogni, ma soprattutto delle risorse. Le necessità prese in considerazione sono l’esigenza di ascolto, il rafforzamento della comunità, la valorizzazione delle risorse culturali e il bisogno di rilancio dell’economia. Le potenzialità, invece, risiedono nel fatto che l’Oltretorrente sia un quartiere storico, ma allo stesso tempo multietnico, universitario e abitato da persone con bisogni diversificati fra loro.
Le esigenze individuate devono essere soddisfatte per raggiungere gli obiettivi che un processo del genere si pone, cioè la creazione di un circolo virtuoso che possa portare, sia nel breve, sia nel lungo periodo, al miglioramento del benessere sociale ed economico dei residenti. Siamo inoltre convinti che, un progresso in questo senso, possa diventare un’opportunità per estendere questi modelli di partecipazione anche ad altre aree cittadine che potrebbero beneficiare di interventi di questo tipo.
I destinatari diretti del nostro progetto sono gli abitanti del quartiere, con un range di età più ampio possibile. Oltre a ciò, prevediamo di raggiungere altri possibili attori: i cittadini non residenti in Oltretorrente, le istituzioni e le associazioni che operano in città. Per garantire una partecipazione più estesa e per diminuire il rischio di abbandono da parte degli aderenti, formeremo tre gruppi di lavoro che si alterneranno per una durata di due mesi ciascuno, così da coprire la lunghezza complessiva del progetto.

Cosa ci aspettiamo?

L’obiettivo generale del progetto è quello di generare consapevolezza ed empowerment nei partecipanti, attraverso il raggiungimento degli obiettivi specifici descritti precedentemente. Insieme agli aderenti verrà affrontato un percorso complesso e stimolante, tramite il quale ci si approccerà anche alla conoscenza di un mezzo delicato come quello fotografico.
Inoltre, verranno promosse la produzione di pensiero critico, di conoscenza, di condivisione e discussione delle proprie idee all’interno di un contesto fortemente inclusivo e “familiare”. Si apprenderanno nozioni di storia, arte e cultura del proprio quartiere, al fine di stimolare anche una riflessione legata ad un potenziamento sia dell’offerta culturale, sia dell’attrattività turistica.
Saranno presi in considerazione e discussi nuovi modelli di impresa e di sviluppo economico per le proprie attività, alla luce delle più aggiornate teorie d’impresa, attraverso le quali auspichiamo si possa creare una rete tra i commercianti della zona, utile soprattutto per trovare soluzioni relative ai problemi emersi in questa fase critica che stiamo vivendo.
Nondimeno, saranno esaminate tematiche relative a quanto viene offerto in termini di istruzione e futuro della ricerca universitaria.
Nel breve periodo i risultati avranno un impatto principalmente sul gruppo dei partecipanti, tuttavia, lo scopo finale è una restituzione di ciò che è stato fatto e prodotto, che possa arrivare a tutti gli strati della comunità. Per questo, nel lungo periodo ci aspettiamo, auspicando una proroga di Parma 2021 Capitale Italiana della Cultura, che la mostra, la conferenza finale e i contenuti caricati sulla piattaforma web raggiungano l’orecchio dei “policy maker”, portando alla loro attenzione tutto ciò che è stato messo in moto grazie a questo progetto.

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