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Langhirano - la Città del Vino

Langhirano – la Città del Vino

Cosa facciamo?

Attraverso l’inserimento di Langhirano tra le Città del Vino, ci si pone l’obiettivo di valorizzare il patrimonio socio-culturale dell’enologia parmense, con elezione del suo polo di interesse centrale nel Comune che amministra i territori di Casatico, zona vitivinicola di pregio e vocazione nazionale.
Il progetto non si limita alla partecipazione all’associazione “Città del Vino” come Comune di Langhirano, ma porta alla creazione di un punto di interesse e cultura enologica intrecciato e radicato nelle Aziende Vitivinicole del Territorio, che saranno partner dell’operazione a livello di conoscenze e di prodotto.
Il Comune di Langhirano metterà a disposizione uno spazio individuato all’interno dello IAT, l’ufficio turistico sito in Torrechiara, strada Castello 1, e che svolge già funzione di convogliatore turistico territoriale.
La struttura dello IAT verrà rivista nell’allestimento interno per ospitare contenuti di stimolo ed interesse enologico, in modo da invitare i visitatori del Castello alla permanenza sul territorio per approfondimenti e visite dirette alle cantine.
Non mancherà la parte più ludica e sincera, che renderà possibile l’assaggio in loco di una selezione di vini, opportunamente contestualizzata da materiale didattico e resa stimolante per la curiosità del turista anche non settoriale.
Nella parte esterna verranno predisposte sedute e strutture atte alla realizzazione di un incubatore di eventi enogastronomici, una piccola realtà di eccellenza a disposizione delle cantine e delle aziende che vogliono promuoversi. La zona sarà inoltre a disposizione per degustazioni e percorsi del gusto tematici nella conoscenza delle eccellenze relative alla vallata intera.
Verrà realizzata inoltre la versione digitale di questo progetto, volta ad aggregare l’offerta ludico-gastronomica del territorio per accompagnare anche a casa i visitatori e dare l’opportunità di rimanere aggiornati e ritornare in occasione di eventi o tour.

Chi siamo?

Mattia Ravanetti, efficace comunicatore enogastronomico, ferocemente curioso e innamorato delle piccole realtà italiane di nicchia. Manager progetti di sviluppo per eventi e marketing di aziende enogastronomiche di eccellenza.
Anthony Monica, pratico sognatore di un territorio florido, ricco e rigoglioso di idee, ingegnere, ristoratore e amministratore comunale ad ovazione popolare. Con la visione di un turismo vero e basato sulla cultura della tradizione parmigiana.
Giuseppe Cirrito, innamorato della campagna collinare parmense, vive a contatto estremo con il territorio vero e quello che cresce rigoglioso su di esso.
Amici da sempre, uniti da una visione comune di futuro fuori dagli schemi, da un’idea di territorio non solo industriale ma culturale del buon vivere e del buon pensare. Trascinati dal mordente verso le eccellenze del territorio e disposti a tutto per farne la propria ragione di vita. Un trio di infinite idee e dalla visione molto pratica di risultati equi e misurabili.

Contatti: Mattia Ravanetti mattia.ravanetti@gmail.com

Perchè lo facciamo?

In un luogo a predisposizione industriale e operaia come Langhirano, che si sta dimenticando progressivamente delle origini contadine e storico-culturali. Grazie alla posizione di portavoce dei rispettivi contesti che ricopriamo, abbiamo individuato la necessità di dare uno sfogo professionale ai giovani del territorio, che vogliono fare dell’immenso patrimonio culturale a disposizione una fonte di lavoro e quindi di vita diretta e personale nel comprensorio.
Sempre meno persone del comparto generazionale millenials vuole abbandonare Langhirano per cercare fortuna rinunciando a quanto è tramandato dalle generazioni a favore di un turismo di massa impersonale di altri centri urbani con la vocazione all’ospitalità.
Crediamo fermamente nelle qualità del nostro territorio, ci crediamo a tal punto da investire su di esso le nostre vite umane e professionali, e come noi tantissimi coetanei che si lanciano in startup e giovani iniziative.
Abbiamo pertanto individuato coralmente nella cultura enogastronomica il più importante motore produttivo e umano a disposizione delle nuove generazioni: solo creando i centri professionali del turismo che ora mancano, si può pensare di convogliare il pubblico sempre crescente del turismo interno (rapporto Fipe 2019) in zone di elezione come la Val Parma e Langhirano.
Alle altre zone turistiche d’Italia invidiamo solo il tempismo con cui hanno capito che la cultura del territorio è il tassello più importante per vivere a pieno il territorio stesso.

Cosa ci aspettiamo?

Il turismo enogastronomico in Italia, e soprattutto a Parma, è ideologicamente visto dall’alto come un arcipelago di isole non collegate tra loro. Grazie a questo progetto si riuscirà a convogliare una forte componente verso Langhirano, e sfruttare il magnetismo del Castello di Torrechiara per favorire le aziende del territorio, vitivinicole in primis.
Nella prima settimana dell’apertura di Maggio 2020, il Castello di Torrechiara ha ospitato 1600 persone, quasi nessuna delle quali è rimasta sul territorio a seguito della visita, come purtroppo testimoniato dagli operatori delle cantine stesse (fonte: Gazzetta di Parma)
Il modello Langhe Roero, a solo un’ora e mezza di auto da Parma, grazie a questi incubatori riesce ogni anno far crescere anche di 10 punti percentuali il proprio turismo, con una permanenza media del visitatore straniero di 2 notti, e di quello italiano di 1. Segno inequivocabile della voglia di fermarsi in un luogo se questo offre qualcosa da poter assorbire a livello culturale. Nelle stesse relazioni viene evidenziata la criticità di non avere partner turistici nelle vicinanze con cui dividere questo afflusso e per questo avere un potenziale ancora inespresso: il turista, soprattutto straniero, si trova isolato nell’offerta e pertanto non disposto al pernottamento o alla visita. (fonte: relazione Consorzio Langhe Roero 2018)
Attraverso la visione di insieme che il turismo enogastronomico parmigiano avrà grazie a questo progetto, si prevede un incremento verticale nei primi anni del numero di visitatori che stazionano sul territorio la giornata intera, nonché un lieve incremento dei pernottamenti, soprattutto per i turisti stranieri da sempre informati e ricettivi dell’offerta. (fonte: rapporto Fipe 2019)
Non vediamo questo progetto come il tassello mancante per trasformare il nostro territorio in una Las Vegas della cultura, ma come ottima rampa di lancio verso una Langhirano modello di ospitalità, che sarà la comunità del comprensorio a consacrare.

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