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Museo Diffuso di Comunità - MU.DI.CO.

SHORTLIST
MU.DI.CO.

Cosa facciamo?

Il progetto Museo Diffuso di Comunità consiste nell’eleggere a “museo” l’intero territorio cittadino progettando dei percorsi esplorativi che raccontino “piccole storie nascoste” della città e dei suoi abitanti; queste subalterne ai grandi eventi locali e molto spesso sconosciute.
La prima teorizzazione dell’ecomuseo, o museo diffuso, si deve a due museologi francesi, H.de Varine e G.H.Rivière che lo definirono come “un qualcosa che rappresenta ciò che un territorio è, e ciò che sono i suoi abitanti, a partire dalla cultura viva delle persone, dal loro ambiente, da ciò che hanno ereditato dal passato, da quello che amano e che desiderano mostrare ai loro ospiti e trasmettere ai loro figli. Il museo diffuso eleva a patrimonio tutto ciò che si trova al suo interno, dai reperti storici ai i beni materiali e immateriali che concernono la vita presente e passata della comunità”. Sia in Italia che all’estero, i musei diffusi sono diventati terreni di ricerca multidisciplinare, rispondendo allo stesso tempo alle differenti esigenze collettive: dalla riscoperta e valorizzazione di luoghi e memorie, al fondamentale e concreto contributo per un’idea di turismo moderno, alternativo e sostenibile. L’indagine, coordinata dai ricercatori e dalle ricercatrici del progetto, coinvolgerà in maniera attiva e partecipativa la cittadinanza grazie alla raccolta di testimonianze e video-interviste, oltre a essere terreno di formazione ludica e didattica, vista l’inerenza con la proposta delle scuole locali – di diverso ordine e grado.
L’obiettivo intermedio del progetto consiste nella costruzione di un archivio audiovisivo digitalizzato che comprenderà la sistematizzazione e fruibilità dei materiali collezionati durante le ricerche.
I percorsi verranno suddivisi su base tematica (es: storica, antropologica, architettonica) e cada uno diviso in varie tappe (es: ponti, case, ex-fabbriche, piazze di quartiere) raggiungibili autonomamente dai fruitori grazie a percorsi forniti dal museo diffuso e comprendenti mappe e materiale informativo sul percorso.
Si potrà inoltre approfondire i molteplici percorsi attraverso contenuti multimediali disponibili sulla pagina web del museo (video-interviste, testimonianze, fotografie, ricerche) creando l’esperienza virtuale del Mu.Di.Co.
I ricercatori e le ricercatrici si occuperanno di organizzare periodicamente delle visite guidate ai percorsi proposti.

Chi siamo?

Sofia Bacchini (27/03/1991, residente a Parma) lavora come ricercatrice al Centro Studi Movimenti di Parma ed educatrice in una cooperativa di seconda accoglienza. E’ laureata in Relazioni Internazionali del Medio Oriente all’università di Bologna e diplomata nel master di studi sul Mediterraneo dell’università Ca’ Foscari di Venezia.
Anna Giulia della Puppa (21/08/1987, residente a Parma) è dottoranda in antropologia sociale alla VU di Amsterdam occupandosi di città e generi, e team builder presso alcune cooperative femminili no profit; vive tra Parma e Atene e collabora come ricercatrice con il Centro Studi Movimenti.
Latino Taddei (30/05/1986, residente a Parma) ha studiato Lingue e Culture dell’Asia e dell’Africa a Bologna, specializzandosi come iranista. Lavora come ricercatore al Centro Studi Movimenti e come insegnante di italiano.
Lorenzo Carlo Tore (07/11/1990, residente a Cagliari) ha studiato a Bologna dove si è laureato in Scritture per il Cinema e la Televisione. Da due anni si occupa di cinema documentario militante nel contesto politico-culturale latinoamericano.
Abbiamo pensato di creare un gruppo multidisicplinare che ci permetta di costruire uno sguardo ricco e innovativo su un campo di ricerca comune, la memoria urbana della città.

Contatti: Sofia Bacchini sofiabacchini@gmail.com

Perchè lo facciamo?

L’idea del Museo Diffuso nasce dal bisogno di trovare un metodo innovativo e partecipato in grado di valorizzare il patrimonio storico della città e in grado di coinvolgere la comunità locale, nella fase di raccolta delle testimonianze, mappatura dei territori, e nella fruizione del progetto ultimato. Si vuole, inoltre, rispondere all’esigenza di un tipo di turismo praticato sempre di più negl’ultimi anni e che permetta un’esperienza immersiva e variegata nella storia del territorio e dei suoi abitanti. L’esperienza potrà essere condivisa, arricchita e rivissuta.
I primi ecomusei italiani nacquero in aree extra-urbane con l’obiettivo di proteggere e valorizzare un patrimonio territoriale, storico e popolare “diffuso”. Progressivamente, la pratica del museo diffuso andò ad assumere nuove interpretazioni e a soddisfare nuovi bisogni di ricerca – l’indagine territoriale di specifiche testimonianze o la ricostruzione di una memoria urbana partendo dalla storia dei quartieri e delle comunità.
L’attuale stato delle cose ci impone di pensare a un turismo (quantomeno a quello a breve-medio termine) che proponga diverse e molteplici forme di fruizione ed escursione dello spazio e dei luoghi. Il nostro modo di vivere, gli usi, i costumi e le variazioni dialettali delle zone della nostra città, le storie delle persone che ci vivono e che le hanno viste cambiare, le mappe sentimentali dei nostri concittadini, costituiscono quella cultura, materiale e immateriale, che è propria del nostro territorio e che abbiamo intenzione di celebrare con il nostro progetto. Il museo diffuso può diventare un punto di riferimento cittadino per la collaborazione tra le realtà che lavorano nei più svariati ambiti per la valorizzazione del patrimonio cittadino, sia in termini di Storia del ‘900 che di raccolta di archivi e materiali di repertorio per la riscoperta della vita dei quartieri.

Cosa ci aspettiamo?

Il progetto di un museo diffuso di comunità andrebbe ad impattare principalmente due settori importanti per la nostra città, ovvero la valorizzazione del patrimonio storico/culturale e il turismo. Da una parte si promuoverebbe un’idea di fare ricerca partecipativa che mette in relazione tanti e diversi soggetti del nostro territorio (dagli abitanti, agli studenti ai professionisti), dall’altra si proporrebbe un servizio innovativo e sostenibile di scoperta turistica della città, che si sia autoctoni o visitatori, alternativo ma compenetrabile rispetto all’offerta del centro storico e alle proposte enogastronomiche.
Nel breve e medio periodo si prevede dunque che il coinvolgimento dei soggetti prima elencati, partecipi in prima persona delle ricerche e della raccolta dei materiali, renda i cittadini più consapevoli della loro storia territoriale e che li faccia sentire promotori del loro patrimonio culturale. Il progredire della ricerca e del progetto deve generare e dialogare con l’ampliamento e la fruizione dell’offerta didattica e formativa.
Nel lungo periodo si fornirebbe uno strumento innovativo e accessibile per la valorizzazione della città, della sua storia e del suo patrimonio, rivolta sia al turismo sia agli stessi abitanti che vogliono riscoprire Parma. L’obiettivo è anche quello di trasmettere e praticare un’idea di sostenibilità urbana del progetto, intesa come sviluppo di un turismo a chilometro zero in grado di rigenerare l’intera città a partire dalle sue zone più periferiche, dai suoi luoghi reali e immateriali.

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