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TANGRAM - cantieri creativi di comunità

SHORTLIST

Cosa facciamo?

Tangram prevede la realizzazione di un percorso artistico-espressivo che si rifà ai principi e linguaggi dell’arte collaborativa, dell’arte terapia, del teatro sociale e dell’auto-narrazione. Il percorso prevede la realizzazione nel quartiere San Martino-San Leonardo di una serie di eventi e laboratori artistico-espressivi incentrati sul tema del rapporto tra identità sociale e spazio cittadino, finalizzati a proporre una nuova rappresentazione del quartiere e stimolare una narrazione condivisa, costruita dal basso dai suoi abitanti.
Il progetto si snoda su tre livelli interconnessi:
1. “Tales of DiverCity”: Un percorso di laboratori artistico-espressivi presso realtà aggregative (scuole, centri diurni, strutture per anziani, sedi di associazioni) e spazi pubblici di quartiere (piazzali, aree verdi) incentrato sulla relazione tra luogo e identità sociale. Lo scopo è generare relazioni, promuovere un vissuto positivo del quartiere e la partecipazione tramite la sperimentazione di strumenti espressivi: linguaggi artistici, auto-narrazione, scrittura creativa in gruppo. In caso di lockdown i laboratori saranno realizzati online tramite apposite piattaforme virtuali.
2. Installazione partecipativa “Mapping DiverCity”: una struttura mobile collocata nel quartiere, fruibile a tutti i cittadini. Il fruitore sarà guidato a interagire con i contenuti dell’installazione – grandi mappe di diverse estensioni – e contribuire con una propria traccia che esprima significati e vissuti associati a un luogo o un percorso all’interno della città. Il risultato sarà un’opera collettiva, una mappatura artistica del quartiere, generata dall’accumulo di tracce dei diversi partecipanti, con cui si intende stimolare una riflessione sul ruolo dei luoghi nella costruzione di identità, costruire una rappresentazione “dal basso” del territorio e fare un’esperienza creativa corale che restituisca al cittadino il senso di appartenere alla collettività.
3. Sito internet per presentare il progetto, esporre le opere dell’installazione e il materiale generato nei laboratori: il sito si configurerà come una piattaforma interattiva che stimoli la partecipazione dei fruitori (visite virtuali, approfondimenti tematici) per dialogare con i cittadini e diffondere l’esperienza in altri contesti.

Chi siamo?

Giulia D’Auria, 31 anni, architetta.
Lucia Delmonte, 32 anni, architetta.
Enrica Mattavelli: 31 anni, operatrice sociale, laureata in Storia e Culture Orientali e African Studies, specializzazione in Fenomeni Migratori e Trasformazioni Sociali, formazione in teatro sociale e di comunità.
Roberta Palmari: 33 anni, arteterapeuta, laureata in Scienze Antropologiche e in Servizio Sociale.
Tutte le proponenti risiedono e lavorano a Parma.
Condividiamo il desiderio di mettere a frutto i saperi acquisiti nei nostri percorsi formativi dando vita a una realtà di terzo settore innovativa, che ci permetta di integrare competenze tecniche, interculturali, artistiche e metterle a disposizione della comunità per fini sociali, con l’intento di affrontare creativamente le sfide della contemporaneità. Attraverso Tangram ci proponiamo di costruire una proposta culturale inclusiva e partecipativa attraverso la realizzazione di laboratori e attività artistico-espressive volte a promuovere processi di conoscenza, scambio e inclusione. Per la progettualità 2020-2021 ci rivolgiamo in particolare al quartiere San Martino-San Leonardo.

Contatti: Roberta Palmari robertapalmari86@gmail.com

Perchè lo facciamo?

Il progetto, aperto a tutta la cittadinanza, si rivolge in particolare agli abitanti del quartiere San Leonardo-San Martino, dove avranno luogo le attività. Il quartiere scelto si configura come una realtà in rapida trasformazione sociale e urbanistica: ex zona industriale, interessata da un forte concentramento di poli commerciali legati alla grande distribuzione e da una significativa presenza di nuovi abitanti di origine straniera, è spesso al centro della cronaca locale per situazioni di degrado e di abbandono degli spazi comuni. Al contempo è un luogo dove si sta consolidando una rete di realtà e cittadini attivi nel lavoro di comunità, con cui collaborare per rispondere creativamente ai bisogni del quartiere: promuovere occasioni di incontro, generare relazioni e partecipazione tra gli abitanti, contrastare il senso di solitudine, stimolare protagonismo del quartiere nella vita culturale della città, attraverso la creatività e l’espressione di sé quali strumenti di conoscenza autentica di sé e dell’altro, per promuovere una convivenza positiva tra i cittadini. Fare comunità attraverso la pratica artistica collettiva, per rispecchiarsi, ritrovarsi e ricreare il senso di un presente condiviso. Riteniamo che nell’attuale contesto di post-pandemia, caratterizzato da limitazione e potenziale erosione della vita sociale, tali obiettivi acquistino ulteriore importanza. Nel caso non si verifichino le condizioni per perseguire questi obiettivi attraverso incontri fisici a causa della situazione in corso, abbiamo preventivato di incanalare il progetto all’interno di uno spazio virtuale, così da rispondere al bisogno emergente degli abitanti di confrontarsi e partecipare.

Cosa ci aspettiamo?

In una prospettiva generativa, pensiamo che percorsi come Tales of DiverCity e opere quali Mapping DiverCity possano essere proposti in futuro in altri quartieri cittadini adattandosi di volta in volta ai nuovi contesti, quali strumenti di indagine e risposta ai bisogni del territorio: in questo senso Tangram si configurerebbe come una realtà del terzo settore innovativa, attiva nel “fare comunità” attraverso l’utilizzo dell’arte, dei linguaggi e delle metodologie espressive. Un progetto interdisciplinare che prevede l’utilizzo diffuso di approcci e pratiche di tipo espressivo-artistico per finalità sociali e dove l’attività espressiva, estesa a tutti i cittadini in chiave inclusiva, può diventare strumento di partecipazione e motore di cambiamento sociale. Nel breve termine auspichiamo di alleviare il senso di solitudine e isolamento che molti hanno vissuto durante il confinamento degli ultimi mesi, rinsaldando il senso di appartenenza alla comunità e rafforzando le capacità di resilienza individuali e collettive. Miriamo a produrre un cambiamento positivo nel modo in cui gli abitanti vivono il quartiere riappropriandosi dello spazio urbano, percepito come bene comune, e delle sue rappresentazioni. Le occasioni di incontro e socialità proposte dal progetto potranno contribuire, nel lungo termine, a creare maggiore benessere e a promuovere una rappresentazione positiva del quartiere estesa alla città intera. Con la diffusione di pratiche artistico-espressive sul territorio ci aspettiamo lo sviluppo di competenze espressive, comunicative ed emotive fondamentali per costruire relazioni sociali basate sul riconoscimento, l’ascolto e il rispetto di sé e dell’altro. Infine, il potenziamento della rete territoriale e il coinvolgimento dei cittadini nella produzione culturale e nella rappresentazione del proprio territorio avrà un impatto positivo sulla comunità in termini di empowerment, proattività e protagonismo.

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