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Cosa facciamo?

A partire da un’area agricola in posizione strategica (alcune aree già individuate) il team progetterà un campo didattico polifunzionale. Il progetto ambisce ad offrire una piattaforma territoriale di interazione tra istituti scolastici, università, aziende produttrici e di trasformazione del settore, professionisti e cittadini.
Una parte sarà adibita a campo colturale di diverse varietà di canapa industriale: seguendo il ciclo vitale delle piante si applicherà un costante monitoraggio tramite laboratori di analisi accademici sia sui terreni, per verificare le capacità fitodepurative, che sui comportamenti delle genetiche sotto osservazione.
Una parte sarà studiata e allestita con strutture leggere flessibili realizzate in autocostruzione anche con il coinvolgimento di scuole e associazioni nei workshops teorico-pratici con l’assistenza di professionisti e tecnici.
I prodotti ed i sottoprodotti ottenuti dalle lavorazioni potranno essere oggetto di studio sia dal punto di vista dell’impiego nell’edilizia sostenibile (isolanti, mattoni calce-canapa, intonaci) sia dal punto di vista artigianale e creativo (carta, tessuti e tinture naturali, installazioni, laboratori per l’infanzia da svolgersi nelle scuole).
Gli obiettivi del progetto, a breve e lungo termine, sono: divulgare la cultura relativa al materiale canapa in tutto il suo processo di trasformazione, favorire la ricerca tecnologica, sviluppare una didattica innovativa all’aperto e la manipolazione diretta dei materiali, coinvolgere le categorie fragili nelle attività del campo pensando eventuali percorsi dedicati, rivoluzionare la cultura negativa legata alla canapa e recuperare la memoria storica del nostro territorio attraverso un’indagine sulla canapicoltura (museo didattico); infine creare e consolidare un network territoriale e nazionale a sostegno dello sviluppo e della riscoperta della canapa, elemento sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

Chi siamo?

Il team è composto da diverse competenze che possono strutturare un progetto organico e svilupparlo nel tempo con i partners. Le competenze necessarie sono: di tipo cognitivo della filiera della canapa in grado di avere contatti con questo settore in tutte le direzioni (Emil Cioban – imprenditore e grafico pubblicitario), agronomiche per la lavorazione del terreno e la gestione e il monitoraggio delle colture (Nicolò Baratta – tecnico agrario e studente di food system), architettoniche per la realizzazione e la progettazione di strutture mobili in autocostruzione nonché per l’organizzazione e il coordinamento dei laboratori didattici (Tania Comelli – architetto sostenibile e project manager nei processi di rigenerazione urbana), grafiche per la gestione della comunicazione e la creazione di materiale didattico (Michele Minardi – grafico) e artistiche per la gestione dei laboratori dedicati e supporto alla comunicazione (Davide Chiussi – illustratore).

Contatti: Emil Cioban emil.cioban84@gmail.com

Perchè lo facciamo?

È sempre più evidente la necessità di avvicinamento ad economie agricole di prossimità ed in grado di valorizzare il territorio sostenendo le esigenze dei piccoli produttori in un’ottica di economia sostenibile e circolare. La canapa è parte del nostro passato ma, anche se quasi del tutto cancellata a partire dalla seconda metà del ‘900, ad oggi è una valida proposta sfruttabile in ogni sua parte e capace di produrre derivati in ambiti alimentari, sia per consumo umano che animale, tessili, edili, cartotecnici, bioplastici, bioenergetici e farmaceutici. In sintesi, qui di seguito i bisogni individuati:
– Recupero della filiera agricola territoriale
– Sviluppo di colture alternative e sostenibili
– Studio del materiale canapa “sul campo” potendo sperimentare in modo diretto (architettonico, agrario, artistico)
– Spazi idonei e strutturati per la didattica all’aperto in ogni fascia di età
– Percorsi e aree dedicati a categorie fragili (anziani, malati di Alzheimer, diversamente abili, ecc…) che siano anche occasione di incontro e scambio
– Spazi laboratoriali aperti alla cittadinanza in diretto contatto con la natura
Facendo leva su un progetto flessibile, polifunzionale e partecipato – coordinato da un team multidisciplinare – ci immaginiamo uno spazio sinergico che possa rispondere con attività e strutture ai bisogni suddetti attraverso gli obiettivi individuati nell’idea progettuale.

Cosa ci aspettiamo?

Il progetto proposto si sviluppa su tre tematiche che impattano in modo diretto sul territorio e sulla cittadinanza: sostenibilità ambientale ed economica (fitodepurazione dei terreni, edilizia ecosostenibile, sviluppo sottoprodotti ecologici, network e filiera a KM0, autofinanziamento attraverso attività didattiche laboratoriali e di vendita dei prodotti); didattica innovativa (autocostruzione assistita, recupero del “saper fare”, manipolazione ed esperienza diretta sui materiali, formazione all’aperto, laboratori d’arte e artigianato); sostenibilità sociale (inclusione di fasce fragili, rapporto intergenerazionale, sviluppo della pratica dei giardini condivisi)
Un progetto in cui la ricerca continua di un rinnovato rapporto tra uomo e natura è il bisogno fondante a cui rispondere attraverso uno spazio informale che fa della permeabilità, dell’inclusione e della flessibilità dei fattori di innovazione a cui attingere. La proposta di fare cultura attraverso una coltura che porta con sé una memoria storica strettamente legata al nostro territorio assume un significato trasversale tra le competenze di team e partners sviluppando un vero e proprio sistema-processo che nel tempo potrà rispondere alle necessità della città.

Quanto ci serve da ThinkBig? EUR 26.000,00

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